Stupidità e censura

panzironi_e_censura_Agcom

Leggo con estrema repulsione che una persona di cui non stimo l’operato e di cui non condivido le sue teorie è stata ancora una volta censurata.
Censurata dall Agcom.

Non è importante la validità di ciò che vende Adriano Panzironi, e non è importante perché il problema della censura viene prima di ciò che viene censurato.

Probabilmente Panzironi è un completo ciarlatano, a me non interessa. Io non lo seguo, non compro i suoi prodotti e per una volta sola ho ascoltato le sue teorie, trovandole simili ad altre proposte in ambito medico e da lui semplicemente ripetute, riviste ma personalmente non condivise.
Quindi non sono un suo seguace, potrei invece essere un suo oppositore, se capitasse per astratto un confronto con lui.
La questione non verte sull’essere o no un fan di Panzironi.
La questione verte sulla sfiducia nelle capacità logiche e razionali di un popolo da parte di un’autorità.
Tutti coloro che gioiscono per un atto di censura stanno gioendo di essere considerati stupidi da un’entità superiore che li giudica. Non Dio, che magari ne avrebbe anche le ragioni, ma un gruppo di umani illuminati: in questo caso i membri deliberanti dell’Agcom.

Leggo dal sito Agcom:

Spetta poi al Consiglio decidere in materia di conflitto di interessi, di diritti audiovisivi sportivi, di tutela del consumatore, di servizi postali (tassello aggiunto dal decreto Salva Italia n. 201/11, convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214), e, come previsto dalla recente delibera n. 315/12/CONS, in materia di pluralismo informativo e par condicio e di sondaggi.

www.agcom.it/attivita-del-consiglio-e-delle-commissioni

Vi piace la frase: “Spetta poi al Consiglio decidere in materia di tutela del consumatore”?
In base a questa immagino sia scattata la censura.

Un’entità che vuole tutelarmi. Che si vuole prendere cura di me.
Ma da cosa e per cosa?

Il comunicato stampa Agcom è molto veloce e semplice da intendere ma quella semplicità è lastricata da frasi vaghe e pericolose. Pericolose per i limiti alla libertà individuale d’espressione e per il modo ambiguo con cui ci si rapporta al consumatore.

In particolare, nei programmi oggetto delle decisioni dell’Autorità è stata accertata la diffusione di contenuti, commerciali e non, potenzialmente suscettibili di porre in pericolo la salute degli utenti in quanto induttivi di una sottovalutazione dei rischi potenziali connessi al virus Covid-19 e dell’erroneo convincimento che lo stesso virus possa essere trattato o prevenuto con misure non terapeutiche, ma alimentari o di mera integrazione.

https://www.agcom.it/documents/10179/18255954/Comunicato+stampa+14-04-2020/a2e66e4c-48b5-4018-b530-52f4f71f93da?version=1.0

Riscrivo alcune parti di testo mantenendo intatto il significato:

Originale: diffusione di contenuti, commerciali e non, potenzialmente suscettibili di porre in pericolo la salute degli utenti.
Riscritto: diffusione di contenuti, commerciali e non, che potrebbero predisporre a comportamenti pericolosi per la salute degli utenti.

Il comunicato continua più avanti:

La condotta è stata ritenuta particolarmente grave in quanto gli autori e il protagonista dei programmi in questione hanno utilizzato un modulo comunicativo basato sulla suggestionabilità dello spettatore medio per proporre, associandola alle tematiche relative alla epidemia da Covid-19, la promozione dello stile di vita e della commercializzazione dei prodotti “Life 120”, prospettando gli stessi, se non come alternativa, quantomeno come imprescindibile complemento alle indicazioni terapeutiche provenienti dalle autorità sanitarie.

https://www.agcom.it/documents/10179/18255954/Comunicato+stampa+14-04-2020/a2e66e4c-48b5-4018-b530-52f4f71f93da?version=1.0

Rimango sulla frase “suggestionabilità dello spettatore medio”, ovvero una persona che è propensa a credere acriticamente a ciò che ascolta, da qualsiasi parte giunga l’informazione. Tale persona, per Agcom, è lo spettatore medio.
Mediamente, rispetto la popolazione di fruitori del mezzo televisivo, lo spettatore è una persona dotata di poco senso critico, propenso a credere a tutto, o quasi, di quello che gli viene raccontato, senza che quindi faccia mai la fatica di approfondire la veridicità di una fonte d’informazione.
Personalmente, e superficialmente, sono anche d’accordo con Agcom su questo aspetto e infatti proporrei la sospensione di tutti i telegiornali nazionali a data da destinarsi.

Non so se è chiaro, da questi due estratti, con quanta vaghezza si condanni l’operato di un individuo.
Altre frasi celebri sono:

Con la conseguenza che questi contenuti, peraltro associati alla
promozione e vendita diretta di integratori “Life 120”, possano indurre negli spettatori una riduzione della consapevolezza[…]

https://www.agcom.it/documents/10179/18255954/Comunicato+stampa+14-04-2020/a2e66e4c-48b5-4018-b530-52f4f71f93da?version=1.0

Possano indurre.
Una frase dubitativa, in cui l’uso del congiuntivo (possano) indica l’ipotesi che qualcosa accada. Ancora una volta una eventualità presa a pretesto per una condanna.

Siete spettatori medi? Allora questa roba vi riguarda. Agcom si sta rivolgendo a voi che non sapete distinguere, che non sapete informarvi, che non sapete leggere, ascoltare, formulare un’opinione e avere senso critico.
Per uscire dalla media individuata da Agcom ci sono due strade. La prima è di svuotare definitivamente il cranio da quel contenuto inutile che è il cervello, puntando verso il basso per raggiungere lo status di spettatori del tutto catatonici.
La seconda è imparare l’arte di informarsi: leggere opinioni differenti capendo chi le ha scritte, dette o filmate, capendo cioè qual’è l’attendibilità della fonte che vi sta dietro.
Nulla di più e niente di meno. Non è difficile.

Far chiudere un canale televisivo o una trasmissione, far chiudere la bocca imbavagliandola, a chiunque, è una sconfitta per l’intelligenza.
Anche se quel qualcuno è il più sgradevole personaggio rispetto alle mie idee. In tal caso avrei una lista in cui Panzironi non sarebbe nemmeno preso in esame, surclassato da ben altri soggetti, con ben altra influenza sulla cultura, l’economia, la società.

Se ci si preoccupa di zittire uno come Panzironi, cosa fare con personaggi di ben altro spessore ma scomodi all’Agcom?
Ergastolo? Lobotomia? Rogo?
Un film già visto…

L’unico modo per farsi truffare è truffare prima di tutto se stessi.
Come?
Delegando ad un’autorità la presunta difesa della verità.
In pratica togliendo a se stessi la responsabilità di cercare informazioni attendibili prima di compiere una scelta.
Proviamo ad educarci a questo. Proviamo a discutere di questo. Proviamo a pretendere più tempo per costruirci una cultura.

Il modo di zittire dell’Agcom si basa su termini probabilistici: potrebbe, possono, potenzialmente.
Cos’è, uno scherzo? Siamo tutti in una Candid-Camera? Si condannano le azioni perché potenzialmente potrebbero essere nocive?
Mi prendo la responsabilità e la libertà di scrivere un’esclamazione liberatoria:
Ma-che-cazzo-dite!!!!
Le azioni potenzialmente nocive venivano condannate in Minority Report. E quello è un film di condanna assoluto sui sistemi repressivi di uno stato paranoide.
Tra l’altro anche un gran bel film.

Concludo con una considerazione, anche questa liberatoria.
Siamo nell’epoca tanto strombazzata dell’abbattiamo i confini, distruggiamo i dazi e i vincoli alla libera espansione del mercato, (neo)liberalizziamo la finanza, sdoganiamo la produzione… e in tutta questa orgia di deregolamentazione la censura torna a gonfiare i muscoli?
Io sono per la procedura inversa: ristabilire regole soffocanti per la finanza speculativa, localizzare al posto di globalizzare e insegnare, a partire dall’asilo, come costruirsi liberamente un’opinione e a come coltivarla nel tempo. A volte abbandonandola quando si è capito abbia delle mancanze che non si erano considerate in partenza.
Mi chiedo come si possa condannare uno come Panzironi, per capi d’accusa imputabili alla possibilità che un certo evento accada, quando chiunque accenda la televisione viene bombardato da pubblicità che sicuramente inducono in abitudini e comportamenti autolesionistici, con un linguaggio minuziosamente studiato per inoltrarsi nella suggestionabilità di chi ascolta. Penso soprattutto a certe categorie di cibi: zuccherati, pieni di conservanti e di una lista ingredienti di qualità pessima. Provate a nutrirvi come viene consigliato dalla pubblicità in ambito alimentare, sponsorizzando certo cibo spazzatura come salutare ed energetico.
Quella non è una truffa? Forse no. E allora dov’è il confine? Chi l’ha stabilito? Con quali termini? Dov’è il metodo scientifico, anch’esso superstrombazzato a vanvera, quando si chiede certezza in ciò che può essere fatto e cosa no?
Nel momento in cui mi esprimo devo temere che un vago organo di sorveglianza possa decidere, su basi sconosciute, che quello che ho scritto o letto sia condannabile? Che quello che vendo e come lo vendo non sia di gradimento all’autorità? Se non esistono confini certi al lecito e all’illecito, come ad esempio vendere un’arma da fuoco o una dose di eroina in tv, allora meglio che quell’autorità si schiarisca le idee e dia indicazioni chiare di cosa possa turbarle l’animo. Altrimenti taccia.
Il mondo delle censure ideologiche e vaghe non è certo il mio mondo e se la maggioranza lo vuole che se lo tenga, meglio emigrare, anche su Plutone se necessario, da dove guardare a distanza il territorio degli indottrinati felici e consenzienti.

Per contrastare un’idea o ipotesi avversa è necessario soltanto sostenere con prove più convincenti, passaggi logici meglio strutturati e un linguaggio il più possibile condiviso, le proprie tesi.
Il resto è la morte dell’intelligenza.

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