Medio Trek:: Corno Occidentale di Canzo da Canzo

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Considerazioni:: la relazione si riferisce al percorso che passa dalla Colma di Val Ravella. In data 28/11/19 il sentiero 1 per i Corni Di Canzo risulta chiuso per via di una frana.
Il tratto finale per raggiungere la cima del Corno di Canzo Occidentale costringe a mettere le mani sulla roccia, così come per scendere dalla parte opposta alla salita. Difficoltà modestissime ma con roccia bagnata o ghiaccio è richiesta grande attenzione.

Mettendo sul navigatore via Gajum a Canzo

Acqua lungo il camminopercorso_ben_segnalatoRifugio-bivacco lungo il cammino

si passa accanto alla chiesa di San Francesco. Subito dopo, sulla sinistra, si apre un grande parcheggio e tanto vale lasciarci dentro la macchina.
La strada asfaltata in realtà continua ed anche più avanti è possibile trovare posto, magari non di domenica col Sole, ma il primo parcheggio è più ampio e poi in tal modo il dislivello aumenta di qualche decina di metri.
Camminando quindi su via Gajum la si percorre tutta, mantenendo la destra ad un incrocio e quando il cemento sotto i piedi finisce si è arrivati all’altezza dell’albergo Sorgente.
Ci sono due vie possibili: una dritta e una a destra. Prendere quella dritta, davanti a sé (sentiero Achermann), e proseguire su mulattiera fino al cartello che indica San Miro. Qui giunti, ancora una volta, bisogna proseguire dritto, seguendo le indicazioni per la Terz’Alpe e lasciarsi il santuario sulla destra. Si entra allora nel bosco e si percorre il sentiero immancabile fino alla Terz’Alpe, un rifugio aperto (quasi) tutto l’anno a quota 800 mt circa.

Dalla Terz’Alpe la tappa seguente è la Colma

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di Val Ravella, una selletta che si raggiunge seguendo il sentiero 4.
I cartelli segnavia sono proprio a ridosso del rifugio e la traccia da seguire parte dietro ad esso, in salita. In breve il percorso si biforca: il sentiero 1 sale verticalmente nel bosco puntando dritto al Corno Occidentale mentre il 4 rimane per un tratto abbastanza in piano per poi salire anch’esso, senza strappi, alla Colma. Qui, un nuovo grappolo di cartelli Cai indicano svariate mete ma quella per i Corni è abbinata al sentiero 5.

La Forcella dei Corni

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è un passo a quota 1300 mt.
La salita per arrivarci è piuttosto ripida, interamente nel bosco e se il terreno è ancora fangoso per qualche giornata continua di pioggia, in discesa è come provare a rimanere in piedi su di un toboga all’acquapark.
Una volta alla Forcella bisogna andare tutto a sinistra e traversare interamente il Corno Occidentale.
Il sentiero scende per un tratto e non sempre è del tutto evidente, anche se facilmente intuibile.
Evitare qualsiasi diramazione in salita alla propria sinistra ed infine si giunge ad una cappelletta su di uno spiazzo panoramico. Ad essa si congiunge anche il sentiero 1.
Qui sarà possibile notare un cartello che punta ad una pietraia dove è possibile scorgere una traccia che l’attraversa. Questa è la continuazione del sentiero 1 per la cima del Corno.

La via per la vetta è la più divertente

percorso_ben_segnalatoPercorso che richiede doti di orientamento

della giornata e ovviamente anche quella che richiede una certa attenzione.
In realtà solo il primo pezzo costringe a cercarsi il percorso di salita, mettendo le mani su di una placca di roccia inclinata facilmente interpretabile ma un poco insidiosa per via della pietra friabile e del ghiaietto.
I segnali del sentiero 1 spariscono poco dopo la pietraia appena percorsa. La direzione è comunque scontata: verso l’alto, attraverso un canalino sempre più facile man mano che si avanza.
In cima ad esso si incrociano i cavi della ferrata che percorre il lato opposto dal quale si è invece giunti. Da qui alla cima i segnavia verniciati sulle rocce tornano visibili. Il tracciato è relativamente semplice e mai particolarmente esposto, tanto da richiedere raramente l’uso delle mani.

Dalla vetta per tornare alla forcella dei Corni

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bisogna spostarsi sul versante opposto di quello di salita.
Anche qui i segnavia verniciati ci sono ed uno di essi è proprio all’imbocco del canale di roccia da ridiscendere.
Il tratto è un pò delicato anche se di facilità estrema per quanto riguarda la qualità degli appigli. In caso di ghiaccio la faccenda si fa più seria.
Alla base del canale si segue il sentiero spostandosi verso destra e si imbocca un nuovo canale di rocce meno inclinate, e più breve, del precedente.
Alla base anche di questo si è nuovamente sul sentiero che proviene dalla forcella. Camminando verso destra ci si arriva velocemente.

Una volta tornati alla Terz’Alpe,

Acqua lungo il camminopercorso_ben_segnalatoRifugio-bivacco lungo il cammino

si può rifare a ritroso il percorso d’andata oppure seguire la carrareccia evidente che si snoda a lato del rifugio. Questo largo sterrato passa accanto agli edifici della Second’Alpe (ruderi e cappelletta) e della Prim’Alpe [“centro di Educazione Ambientale, una struttura eco-sostenibile di formazione e di vacanza gestita da Legambiente“] per riportare infine allo spiazzo da cui si era partiti.
Se verso valle si decidesse di tagliare qualche tornante seguendo il sentiero che si stacca dalla carrareccia ricordarsi sempre di seguire le indicazioni per Gajum.

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