L’inascoltabile

JovaBeachParty-inascoltabile-articolo-post-Paolo_Buffa-settembre_2019

messaggio del Jova Beach Party.

Spero che tutto questo amore profondo per la natura, questa passione per difenderla e proteggerla dalle grinfie dei cattivi si fermi a delle super turistiche spiagge di riviera e ad una cima di montagna già deturpata dagli impianti di risalita insieme ad un museo che ne ha scavato le interiora.
Spero insomma che questa masnada amorevole, questa bolgia di rumore e buone intenzioni non tenti di riversarsi in qualche solitaria valle orobica o su isole fuori rotta come Linosa.

Anche se immagino che chi sia a favore di queste spettacolari dimostrazioni di amore e rispetto ambientale abbia la testa piena di immagini fiabesche, in cui uomini e animali cantano insieme come in una pellicola della Disney, credo che agli stambecchi e alle marmotte rompa profondamente il cazzo la musica ad alto volume così come a me, che la natura e i suoi abitanti la rispetto a modo mio, in silenzio, camminandoci dentro senza lasciare tracce, a parte un pò di concime ogni tanto.
Se poi in un epoca di vagabondaggio su internet 25 ore su 24 da parte di adulti e ragazzini non sia ancora entrata in testa la necessità di mangiare sano, adottare stili di vita meno consumistici e neoliberisti, fumare di meno e muovere il culo di più, a maggior ragione credo che il Jova Beach Party, con la sua copertina naturalistica consacrata dal wwf, sia solo una grande scusa per far girare un mucchio di soldi.

Cosa vuol dire che rispetti l’ambiente naturale?
Cosa vuol dire che ami tutti i meravigliosi fiori e animali del creato?

A che titolo Jovanotti, un cantante, può parlare di ecologia, di plastica, di rispetto della natura? Se avesse veramente a cuore solo l’ambiente non radunerebbe tante persone in un luogo fragile; se fosse preoccupato solo del messaggio, potrebbe rimanere negli stadi; se fosse interessato solo alla natura, terrebbe lontani dalle spiagge i suoi eccessi di decibel.

E fin qui sono stradaccordo.
L’estratto è preso dall’articolo su Repubblica.it a firma di Elena Granata e Fiore De Lettera: Jova beach party: musica e ambiente, una sfida concreta senza ipocrisie.

I due autori però (la prima professoressa presso il Politecnico di Milano e il secondo giornalista ed editore ) continuano:

Ecco che anche un concerto viene sottoposto alla stringente logica di quella che abbiamo chiamato in altre occasioni “la trappola del bene assoluto”: ovvero quella insostenibile inclinazione dei pensatori più radicali di assumere il principio nella sua valenza astratta, ignorando gli impatti, le complessità, le varabili che ogni azione umana porta con sé. Tutte le volte che l’ambientalismo indica il valore assoluto – dall’agricoltura a chilometro zero, al rifiuto dell’alta velocità, dal no a inceneritori/termovalorizzatori al rifiuto aprioristico degli Ogm – senza la capacità di misurarsi con il campo del possibile e con le ragioni del contesto, diventa ideologia, incapace oggi di cambiare i comportamenti delle persone

Se il campo del possibile e le ragioni del contesto sono scendere sempre a compromessi con azioni dannose per l’ambiente [naturale] ma proficue per il portafoglio di qualcuno allora il bene assoluto mi suona perfetto.
Ed è l’unica musica che vorrei ascoltare: senza contraddizioni e con un filo logico coerente che lega ogni decisione. Perché se si è a favore del km zero si è anche contrari a deturpare il territorio per far circolare più velocemente le merci a distanze immense, si vogliono rispettare ritmi produttivi più lenti (quindi più umani), si consuma di meno e si risparmia di più, si ha come obiettivo avere più tempo per se e non necessariamente più denaro, magari da spendere (il tempo) studiando e facendosi un’idea sull’utilità di un termovalorizzatore e sui possibili danni alla salute che può produrre. E che gli Ogm devono essere regolamentati con severità implacabile. Ovvero: avendo in mente come obiettivo il bene assoluto del consumatore.

Nelle parole di un articolo come questo capisco dov’è la rottura con chi è un amante della natura alla Jova Beach Party e chi no.
E spero che questi amanti rimangano nei loro ambienti naturali già moribondi senza pretendere di piagarne di nuovi, solo per il gusto di alzare il tasso emotivo dell’avvenimento.

Ma non è più facile piantarla con tutte queste contraddizioni e provare a seguire una linea coerente?

Detto questo migliaia di persone che si radunano nello stesso luogo per ballare e scaricare i polmoni dietro a della musica che le incendia credo sia sempre un avvenimento grandioso, in termini di energia e pura bellezza.
E parlo per esperienza, sorridendo ancora ad ogni ricordo.
Ci sono degli spazi per tutto ciò, come gli stadi, e accettare di liberare quell’energia al loro interno è il gesto più sensato che può collegare tra loro cause ambientali e divertimento di massa.
“Siamo dentro una città, ad un sacco di chilometri di distanza dalla prima onda del mare e dalla vetta più bassa di una montagna, ma proprio perché amiamo quell’onda e rispettiamo quella vetta che la nostra musica la balleremo insieme qui dentro. Un altro giorno , con chi vogliamo, forse da soli, ci sperderemo per il Mondo a cercare le nostre spiagge e i nostri sentieri e li vivremo con l’intimità dei momenti più cari.
Tanto sapremo dove incontrarci di nuovo per ballare ancora una volta insieme”.
Un discorso simile dal palco l’avrei capito.
Ma per come sono andate le cose non può esserci stato.

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