L’attrezzatura che utilizzo: borracce

Borracce_recensione_test_opinione-Paolo_Buffa

L’acqua è l’oro del futuro.
Si può stare a lungo senza cibo e mai senz’acqua.
In ogni caso andare in giro per montagne o deserti carica d’importanza dove diavolo uno mette l’acqua.
La borraccia in certe giornate è tutto.
Sono stato nel nord dell’India e con il gruppo con cui ero abbiamo attraversato veramente una zona che definire desertica è dargli il connotato che le appartiene. Non a lungo, magari solo per poco più di venti chilometri, a piedi, ma ad un’altezza di circa tremilasettecento metri in media e con un sole che se non arrivava a spaccare le pietre almeno ci provava con le teste.
Quella era una situazione da acqua o muori. Pertanto dove diavolo uno mette l’acqua ha ancora importanza nel 2018 e immagino anche nel 2019. Almeno se si intende ancora usare gambe e piedi per spostarsi. Almeno ogni tanto.
La borraccia Quechua 0,75 litri in alluminio con tappo a vite in plastica è quella che avevo, e che ho,

Borraccia_Quechua_75cl

insieme alla Salewa da 1 litro.

Borraccia_Salewa_1L

Ora, se parlo di un certo elemento dell’attrezzatura da trekker, camminatore, esploratore
o chissà che altro io possa essere per un giorno a settimana,
è perché quell’elemento l’ho usato a lungo e l’ho amato o c’ho litigato, come nelle normali famiglie.
Se proprio scopro che mi genera più problemi che gioie lo elimino, come farebbe un normale sicario ma le due borracce in questione fanno ancora parte del mio equipaggiamento.
Vengo ai lati positivi. Quindi titoli:

Lati positivi borraccia Quechua

Costa meno di un ciocco di legno bagnato. Come molto materiale Dechatlon, almeno fino ad ora.
E’ in alluminio. Nel bene in questo caso, ed intendo la resistenza. Pur ammaccandosi se vi cade da una rupe, e siete così particolari da andarvela a recuperare, non si apre com’è successo con la precedente borraccia Kalenjii, in plastica.

Fine dei lati positivi, veniamo ai negativi:

Lati negativi borraccia Quechua

Quel cazzo di tappo non chiude bene. E per una borraccia è il colpo di grazia. Più di una volta ho tirato giù santi mai sentiti e angeli che dormivano perché mentre camminavo, dopo una bella sorsata, ho iniziato a sentire la coscia sexy umida. Visto che tengo la borraccia nel marsupio Kalenjii, quando l’acqua esce mi finisce sulla fiancata.
Ovvio che altre volte ha bagnato nell’ordine: il mio zaino e gli indumenti all’interno. La zona freno-a-mano della macchina. Il sedile del passeggero. Il sedile del treno su cui il mio culo era seduto e di conseguenza il mio culo.
Il tappo è a vite. Pertanto bisogna magari svitarlo per bere e, visto che mentre cammino in salita, spesso ho le mani occupate dalle bacchette, è probabile che beva di meno di quanto dovrei. In compenso ho la scusa con me stesso di dovermi fermare per un sorso.
Comunque, con questa borraccia, bevo davvero meno di quanto dovrei.
E’ in allumino. Nel male stavolta, e intendo il materiale in se. Per una borraccia il massimo in termini di igiene dovrebbe, potrebbe, sembra essere l’acciaio. Nulla di grave, come viene spiegato anche in questo articolo su Trekking.it, ma neanche il meglio del meglio.

Quindi il perché uso ancora questa roba nonostante il suo stramaledetto tappo è dovuto all’abitudine. All’inizio non avevo voglia di comprarne una nuova, poi me ne sono dimenticato e alla fine ho fatto attenzione ogni volta a quando chiudo il tappo. Inoltre ha già preso due botte e se fosse stata in plastica l’avrei buttata via due volte, sicuro.
Quando verrà il suo tempo cercherò una borraccia in acciaio con tappo a beccuccio o succhiotto, non a vite insomma.

Tutto quello che ho scritto per la Quechua vale anche per quella Salewa.
Il tappo della Salewa ha chiuso meglio già da subito ma la guarnizione, dopo pochi utilizzi si schiaccia e non garantisce più una tenuta sicura, infatti ha iniziato a gocciolare.
Porchi Giuda e cane che si sprecano.
C’è questo sistema a vite che non prevede un termine all’avvitamento. Quando si arriva a fondo delle tre o quattro rotazioni del tappo, facendo una leggera pressione aggiuntiva torna a girare, perdendo aderenza. Da questo punto di vista il sistema Quechua è migliore: l’avvitamento non è infinito(*).
La Salewa costa maggiormente, primo perché ha un litro di capienza e poi perché c’è scritto Salewa sul prodotto.
Attualmente non la trovo più in commercio e questo mi risparmia la frase che comunque scrivo: tanto non l’avrei ricomprata.

(*) A guardare il filetto di plastica del tappo e a leggere le recensioni sul sito Decathlon, in realtà, anche l’avvitamento di questa borraccia dovrebbe essere infinito, ma posso giurare su ciò che ho di molto caro che la mia, dopo tre giri fatti bene, è chiusa come la bocca di una statua.

 

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