Impegnativo Trek:: Resegone dal canalone Valnigra

percorso_stessa_via_di_salita

Considerazioni:: trekking esaltante dal punto di vista fisico: circa 1200 mt in salita costante senza quasi linee orizzontali sotto i piedi. Il canalone Valnegra costringe all’uso delle mani e ad un minimo di equilibrio in certi tratti. Effettuare la discesa per lo stesso tracciato, come in descrizione, raddoppia la soddisfazione finale.

Infografica-Resegone_da_Erve_per_canale_Valnigra-distanza-dislivello

Giunti in macchina ad Erve

percorso_ben_segnalatoAcqua lungo il camminoRifugio-bivacco lungo il cammino

si percorre il paese fino in fondo e qui si lascia la macchina.
L’inizio dell’avventura parte dopo un’ultima rotonda su asfalto che permette l’inversione alle auto giunte al termine della strada.
Si attraversa il torrente Gallavesa su di uno stretto ponticello in pietra e si cammina su sterrato fino ad uno spiazzo con agriturismo sulla sponda opposta del corso d’acqua.
Dal 9/11/19 è stato inaugurato in quest’area un nuovo ponte per superare il torrente e continuare ora su sentiero.
Al primo bivio va presa la via di sinistra, quella indicata come pra’ di ratt (sentiero 11).
La traccia è ben segnata e anche se si biforca in più punti alla fine tutte le deviazioni si ricongiungeranno in seguito.
Pendenza elevata e terreno sdrucciolevole caratterizzano questo primo pezzo del percorso, interamente immerso nel bosco.
Varcando due ultimi spuntoni di roccia si è fuori dalla zona più impervia e si esce anche dalla parte più fitta di vegetazione.
La vista si allarga e si percorre un tracciato con pendenza modesta che giunge infine ad un incrocio. ovvero il punto in cui l’altro sentiero, non intrapreso nel primo bivio a valle (che passa per la fonte San Carlo, segnato anch’esso come 11) si connette con quello attuale. Da qui la direzione diventa unica, sottolineata da un cartello Cai che indica l’ultimo tratto per la Capanna Monzesi, che si raggiunge in breve.

A fianco del rifugio Capanna Monzesi,

percorso_ben_segnalatoAcqua lungo il camminoRifugio-bivacco lungo il cammino

un altro cartello Cai punta verso l’alto, al rifugio Azzoni, posto appena sotto la cima del Resegone: la meta odierna.
E nuovamente il tracciato si impenna ripetutamente.
Abbastanza in fretta ci si trova ad attraversare l’ampio greto a secco di un torrente, che discende diretto dal canalone sovrastante.
Per chi se la sentisse è possibile iniziare a mettere le mani sulla roccia e lasciare la traccia ufficiale per risalire la pietraia intuendone il percorso migliore. Altrimenti il sentiero prosegue e più avanti lo si abbandona al cospetto del cartello che indica l’imbocco del Valnegra, sulla sinistra.
All’attacco quindi del canalone giunge anche la variante appena descritta sopra.
Il percorso è interamente marcato (sempre sentiero 11) e la traccia è in parte su sentiero e in parte intervallata con facili arrampicate su rocce cosparse di appigli.
Volendo lo si può interpretare immettendosi nella parte rocciosa ben prima che il sentiero conduca forzatamente il visitatore ad affrontarla.
In ogni caso, già pienamente in vista del rifugio Azzoni, le pareti a strapiombo sovrastanti costringono a cimentarsi con la zona più impegnativa del trekking, in cui è richiesto un minimo di equilibrio traversando in obliquo una placca sulla destra. Dopo di essa si sale semplicemente arrancando su terreno friabile, congiungendosi col sentiero proveniente dal Passo del Fo, alla sinistra di quello attuale.
Le uniche aree adatte all’esplorazione sono quindi quelle alla base del canale, ampie e frastagliate d’erba e rocce.
La scenografia circostante intimorisce per le conformazioni delle pareti ma avendo provato diverse soluzioni, a volte un pò precarie afferrando la dura erba festuca, alla fine ci si ritrova sempre ad avvistare la traccia principale eventualmente abbandonata.
L’opzione esplorativa, per quanto divertente, deve essere presa in considerazione solo dopo aver percorso il tracciato ufficiale almeno per una volta nella sua interezza. La presenza di nuvole basse, e scarsa visibilità in genere, dovrebbero far desistere da tale opzione in ogni caso.
Il Valnegra non è difficile, ovviamente risulta ripido in abbondanza ma non richiede particolari doti se non, come detto, minime capacità di arrampicata e la sufficiente predisposizione d’animo, in solitaria, per non farsi opprimere da un ambiente a volte severo ma sublime.
Giunti al rifugio Azzoni la vetta è solo qualche gradino di cemento più in alto.

Il rientro può essere effettuato sul medesimo tragitto dell’andata.

percorso_ben_segnalatoAcqua lungo il camminoRifugio-bivacco lungo il cammino

In discesa il canalone va affrontato con un occhio di riguardo maggiore che in salita, specialmente nel primo tratto sotto al rifugio, sdrucciolevole e nella parte del profondo intaglio con passaggio obliquo in discesa, ora, sulla sinistra.
Se giunti alla Monzesi le gambe incominciano gli scioperi si può seguire le indicazioni per la sorgente San Carlo e quindi evitare il pra’ di ratt effettuato all’andata. La lunghezza è poco più lunga nel primo caso ma la pendenza decisamente più “morbida”. Verso il fondovalle la sorgente è posta poco prima di un ponte in ferro sul torrente Gallavesa.

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