Privatizzare lo Stato Sociale

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ritengo sia un male profondo.

Ad esempio: privatizzare il sistema sanitario di una nazione, pretendendo che ogni cittadino paghi per qualsiasi servizio sanitario, dalle cure mediche agli esami diagnostici non porterebbe ad alcun vantaggio in termini qualitativi del servizio, solo ad un peggioramento delle condizioni dei pazienti.
La ragione risiede negli utili che un’azienda si prefigge di raggiungere: ci si deve quindi aspettare un innalzamento dei costi a parità di servizio.

Spiegazione semplice e non semplicistica:
la concorrenza, in un regime di privatizzazione totale (cioè senza più intervento dello stato), porterebbe le aziende sanitarie a creare un cartello, come avviene in campo petrolifero. In tale situazione il livello medio del servizio verrebbe mantenuto scadente da qualsiasi struttura, a cui però si dovrebbe necessariamente accedere, cosicché da massimizzare il profitto a scapito della cura per il cliente. I costi minimi per singola prestazione verrebbero decisi dal cartello stesso, distruggendo totalmente l’idea di concorrenza.
Solo pagando cifre molto più elevate della media si potrebbe sperare di accedere ad un sistema di vera concorrenza, dove possa tornare utile a chi eroga il servizio fornire cure e diagnosi di buona qualità.

Conclusione semplice e piena di speranza:
lo stato sociale va protetto e l’efficienza del suo funzionamento va pretesa così come la spesa pubblica per poterlo porre in essere.
Gli sprechi devono essere eliminati, non il welfare.
Se il welfare di una nazione va in mano privata chi si occuperà della qualità della vita di un malato? I grandi investitori dietro a tale sistema? O gli speculatori di borsa?

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