Chi è un complottista,

complottismo-terrapiattismo-dogmatismo-informazione

chi invece è un terrapiattista e chi un dogmatico.

Il termine complottista è già avvolto di un’aura spregiativa. Associato a terrapiattista diventa l’epiteto denigratorio massimo per apostrofare un presunto credulone e ciarlatano.
[Ma dalla bocca di chi viene di solito pronunciata questa condanna?]

Complottista serio: colui che in base a ricerche approfondite, attraverso documenti e fonti attendibili, arriva a mettere in dubbio o confutare totalmente una versione ufficiale dei fatti.
Sotto questa luce il complottista usa il dubbio come strumento per setacciare il fiume di informazioni relative ad una determinata notizia.
In base a ciò che trova crea nuovi collegamenti, si pone nuove domande per cercare altre risposte, guidato unicamente dalla necessità di una spiegazione solida e senza lati oscuri.
In base all’epoca in cui opera un complottista questi dovrà relazionarsi criticamente con dogmi di varia natura, in qualsiasi ambito provi ad indagare: dall’economia, alla politica, alle scienze, all’arte, ecc. Pertanto il complottista si troverà in prima analisi a scontrarsi con i seguaci di quei dogmi che, in quanto seguaci, non accetteranno un dibattito sulle sue tesi documentate ma si opporranno a monte dei suoi argomenti. Mettere infatti in discussione un dogma, per i seguaci (definibili altresì credenti e, meno propriamente, tifosi) significherebbe mettere in discussione la veridicità di un mondo nel quale hanno sempre supposto di vivere. E in cui hanno trovato regole interpretative per sopravvivere.
Un esempio di complottista nella storia può essere Galileo Galilei quando, attraverso le sue osservazioni astronomiche, trovò argomenti concreti a sostegno della teoria eliocentrica di Copernico, in aperta antitesi con il sistema geocentrico avallato dalla Chiesa del tempo (e quindi in antitesi con tutta la società del tempo).

I riferimenti cosmologici offrono un comodo collegamento all’altro termine da prendere in esame: il terrapiattismo.

Terrapiattista: colui che crede, sulla base di singole, sparpagliate dimostrazioni e congetture, che la Terra sia piatta e non invece uno sferoide oblato.
Il terrapiattista viene integrato nella categoria dei complottisti al fine di denigrare ulteriormente l’operato di questi ultimi. Questo accostamento è possibile in quanto anche il terrapiattista mette in dubbio una teoria ufficiale, ovvero: la Terra è di forma sferica (per semplificare la terminologia). Contrapponendo però a tale teoria singole informazioni non organizzate in un discorso organico.
Generalmente il terrapiattista conclude la sua versione dei fatti supponendo che ad una ristretta e potente parte dell’umanità convenga mantenere nell’ignoranza la restante parte, al fine di trarne vantaggi personali enormi.

Un complottista serio si presume non avere un atteggiamento dogmatico verso alcunché. Nemmeno contro il dubbio mosso da un terrapiattista.
L’atteggiamento a-dogmatico è possibile soltanto con il rigore con cui vengono supportate le proprie tesi in antitesi ad una narrazione differente ad esse.
Risulta pertanto evidente che chiunque si basi su di una conoscenza dogmatica del reale deriderà un terrapiattista senza però saper smontare le sue affermazioni.
Un complottista serio smonterà invece le prove a sostegno di una Terra piatta in modo sistematico e con metodo scientifico, proponendo un’impalcatura completa, una struttura solida, contrapposta all’inconsistente teoria proposta.

In sintesi, un complottista serio è un ricercatore (serio) e per lui la Terra è uno sferoide oblato in virtù della precisa documentazione a supporto di tale conclusione.
Per un dogmatico la Terra è uno sferoide oblato (che esprimerà verbalmente soltanto come sferica) in virtù del fatto che la maggioranza delle persone la ritiene tale.
Il terrapiattista è affetto da probabili deficit mentali suoi e pertanto risulta oltremodo feroce deriderlo.

Precisazione terminologica: il complottista non serio è, a tutti gli effetti, accostabile ad un terrapiattista per il metodo che usa nella propria indagine. Ovvero senza controllo accurato delle fonti, senza confronto fra esse e senza approfondimento scrupoloso dell’informazione ottenuta. Operazioni che al contrario, se ben effettuate, portano a gestire completamente l’informazione, potendola spiegare con linguaggi diversi, partendo da un qualsiasi punto di essa e avendone fugato ogni ombra, almeno in base alle conoscenze correnti dell’epoca.
Come ulteriore mancanza, il complottista non serio si espone facilmente alla critica tranchant e alla denigrazione formulando conclusioni spettacolari che poggiano sulle basi traballanti con cui ha edificato la sua ricerca.

In ultima analisi gli unici veri ciarlatani, creduloni, faciloni e altri termini che finiscono in -oni sono i dogmatici e i terrapiattisti (con i loro compagni complottisti-non-seri).

Tempo fa scrissi un post sull’argomento fake news e lo conclusi con la famosa boccetta di falsa antrace agitata davanti alle telecamere da Colin Powell il 5 febbraio 2003.
Quel discorso, tenuto dal sessantacinquesimo Segretario di Stato degli Usa, sotto la presidenza di George W. Bush, ha certamente influenzato la decisione di invadere l’Iraq da parte statunitense il 20 marzo dello stesso anno.
Chi mai avesse mosso dubbi sulla veridicità del contenuto di quella boccetta nelle mani di Powell, prima della sua stessa smentita nel febbraio del 2005, sarebbe stato tacciato di complottismo terrapiattista da un dogmatico. Il dogmatico non avrebbe avuto argomenti certi a suo favore se non l’autorità di chi esibiva tali prove. Per sua natura il dogmatico teme il dubbio e non usandolo non è interessato all’indagine e alla ricerca di una verità, è spinto dal bisogno di certezze, e per lui le certezze possono essere divulgate solo dalle autorità riconosciute dalla maggioranza in un determinato periodo storico.
Nel medioevo l’autorità era la Chiesa.
In seguito lo sono stati nobili e Re.
Oggi chi ritieni che sia?

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