Le croci di vetta.

“Le croci sulle cime? Quelle esistenti lasciamole. Ma non installiamone altre. Sulle cime solo gli ometti di sassi e nient’altro. Le vette delle montagne non devono essere sfruttate per dei messaggi”.
Reinold Messner

Basta poco per uscire dalle zone sicure, da quelle che consideriamo sotto il nostro controllo, quelle addomesticate.

Nel Luglio del 2016 ho provato a salire su di una vetta di cui non conoscevo nè il nome nè la via per raggiungerla.
Mi ha fatto sputare sangue, la porca, e tutto era nato nel vedere per caso, camminando sulle sponde di un lago alpino, una minuscola croce spuntare dalle rocce qualche centinaio di metri sopra la mia testa.
Attrazione, pura attrazione.
Così, dopo aver dormito al rifugio vicino al lago, la mattina dopo, prima dell’alba, mi ero messo in cammino.

L’avrei toccata, avrei toccato quella croce anche se a vederla dal basso, da dove mi trovavo sembrava un’impresa poco amichevole.
Bhè, quella montagna sa quanto si sia messa d’impegno per farmi tornare indietro con le ossa ammaccate. Non che ci sia riuscita del tutto, alla fine.
Per quanto mi riguarda, è riuscita a farsi amare totalmente.

Come è successo molte volte, dopo ore di fatica e imprecazioni (o preghiere) mentre salgo, vedere la croce di vetta all’improvviso, alzando lo sguardo, mi ha folgorato sul posto ancora una volta.
Prima era il mondo dell’incertezza, poi è comparsa lei.

monte cresto - prealpi piemontesi
Fotografata dalla stessa distanza e con le stesse proporzioni di quando l’ho vita salendo. Come ho scritto sono rimasto inchiodato sul posto, felice. Ho preso la macchina fotografica e ho scattato.

 

Piantata nella roccia come una spada rovesciata, lì ad assorbire tutta la luce dell’alba per restituirla moltiplicata 10 volte.

Non so. E’ che quando le guardo, quelle croci, a volte mi sembra che risuonino.
Risuonano di luce.
Sono come un enorme gong di bronzo suonato dal sole.
Vibrano. O forse la vibrazione di quel suono inesistente fa vibrare qualcosa nel fondo del mio petto, tra le coste.
Spade rovesciate conficcate nel suolo, polene protese contro l’alba o il tramonto.
Vada come vada certe volte sono perfette. Quasi indispensabili.

monte-cresto_senza-croce
Trova le differenze.

 

Se estraggo la croce dalla roccia, questa volta soltanto al computer, la vista non potrà mai essere la stessa.
Ecco, quel giorno, in quel momento, la croce era necessaria. Quella croce. Senza di essa la cima, vista da sotto, avrebbe perso qualcosa….il suo essere quasi epica.
Non importa a quale religione ci si riferisca, è che le croci, per chi sale, per chi va su, sono un simbolo appropriato. Quando qualsiasi religione, per meglio dire, quando l’elemento religioso si deposita dall’alto su di una vetta e diventa quelle due assi incrociate, è come se due elementi eterni si toccassero: Dio e la Roccia. Forse le divinità del cielo e quelle della roccia.
Manca solo l’uomo tra di essi, l’elemento effimero.

Però devo essere sincero.
Le croci sono belle solo viste da lontano.
Per essere perfette dovrebbero funzionare così: mentre mi avvicino alla cima, come un miraggio, la croce mano a mano sparisce, si dissolve come un sogno nel mattino. Le croci dovrebbero indicare la meta e quando al pellegrino, al fedele, al vagabondo , quando a loro l’hanno mostrata dovrebbero farsi indietro, dovrebbero mancare nel momento in cui si arriva. Così la montagna ritornerebbe nella sua natura, dimenticherebbe il passaggio dell’uomo e lo farebbe dimenticare al suo attuale visitatore. Tutto ritorna al nulla.

Credo sia giusto, alla fine, che ogni montagna gestisca la sua croce.
Col tempo, con le intemperie, col terreno che si spacca e la roccia che si sgretola sarà la natura a decretare la loro fine. Non importa quando avverrà ma nel frattempo nessuno le dovrebbe salvare, o restaurare.
Lasciare che il nulla passi.
Le croci le ricorderemo. Quando da lassù ci guarderemo intorno, quando guarderemo in alto, sapremo qual’è il loro posto anche senza toccarle. Non c’è bisogno di un promemoria per sentire la forza di ciò che sta sopra e sotto i nostri piedi, da qualunque parte arrivi, in qualunque modo ne entriamo in contatto.

passo_laghi_gemelli_montagna_orobie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *