Il tifo in redazione

Giletgialli_protesta_Parigi_immagine_protestaBBC-PaoloBuffa

Nulla che centri con la salute, per tifo intendo tifoseria.
Avevo già scritto al riguardo e stamattina ho trovato, tra i tanti esempi a conferma della parzialità di alcune redazioni di stampa, degli esempi particolarmente appropriati.
Appropriati a illustrare come la stessa notizia possa essere minimizzata, esclusa o ridicolizzata, da una testata giornalistica, se il suo significato di fondo possa intaccare la corrente di pensiero principale vigente in redazione.

Tema: gilet gialli francesi.
Svolgimento: il 24 novembre 2018 il movimento dei gilet gialli protesta violentemente in Francia, in tutta la Francia, contro il rincaro dei prezzi dei carburanti voluto da Macron.
Trattazione: il 25 novembre 2018 alcuni organi d’informazione come il Corriere della Sera, Repubblica, Il Post, relegano la notizia in fondo alle loro prime pagine online. Il Post addirittura nemmeno la cita nella homepage ma lui è un caso a parte di cui mi voglio occupare subito.

Giletgialli_protesta_Parigi_articoloIlPost-PaoloBuffa

Secondo Il Post “A Parigi ci sono stati scontri tra la polizia e alcuni “gilet gialli” e la notizia uno se la deve cercare in posizione periferica nella sezione Mondo del menu principale.

Giletgialli_protesta_Parigi_articoloIlPost_sezioneMondo-PaoloBuffa

Alcuni gilet gialli“, questi alcuni:

La BBC riporta la faccenda con altri numeri e altre posizioni: prima pagina appena sotto gli aggiornamenti sulla Brexit

Giletgialli_protesta_Parigi_articoloBBC-PaoloBuffa

Ed anche l’immagine in evidenza è parecchio diversa da quella del Post.

More than 100,000 people took part in about 1,600 protests across France on Saturday, the interior ministry said. Most passed off peacefully – except in the capital, where 8,000 demonstrators gathered.

-fonte BBC.com [https://www.bbc.com/news/world-europe-46331783]

Cosa voglio dire con queste premesse è presto detto.
Se una redazione è dalla parte di una certa corrente d’opinione, fa tifo per una certa ideologia, è condizionata ad esprimersi secondo le decisioni del suo CDA, le notizie le può marginalizzare in maniera clamorosa.
Quello che ha fatto il Post parlando oltretutto di soli 23 mila manifestanti in tutto il paese. Dato, questo, difficilmente reperibile altrove ma smentito dallo stesso ministro dell’interno francese che, come si legge dalla notizia riportata dalla BBC, ritiene il numero dei manifestanti intorno a 100 mila.
L’immagine di apertura dell’articolo de Il Post è altrettanto significativa, la ripeto:

Giletgialli_protesta_Parigi_articoloIlPost-immagine_di_apertura-PaoloBuffa

Un gruppetto di vagabondi che si fanno innaffiare.
Questa probabilmente è un pò più scomoda se il titolo dell’articolo è “alcuni gilet gialli”:

Giletgialli_protesta_Parigi_immagine_protesta-PaoloBuffa

Ben contestualizzata nel cuore di Parigi, gli Champ Elysee.

Conclusione.
Macron rappresenta una certa idea d’Europa, cioè un certo modo di intendere, gestire e governare l’Europa che si sposa bene con l’ideologia regnante in alcune redazioni giornalistiche ed organi d’informazione mainstream.
La protesta dei gilet gialli è sfociata in una dura opposizione popolare al suo governo, quindi, per logica, anche alle sue idee su una certa idea d’Europa. La conseguenza ovvia è che, se una redazione è tifosa di quella stessa idea d’Europa alla Macron, la notizia delle proteste debba essere soffocata il più possibile prima di giungere alle orecchie del proprio gruppo di tifosi: i propri lettori-sostenitori.

Non importa qui quale sia il credo di Macron, quale sia il mio, il loro, il vostro. Ognuno ha le sue convinzioni, l’importante è esserne coscienti. Almeno quando si legge una news che sembra essere a favore del proprio credo la si può confrontare con altre versioni appartenenti a convinzioni e sistemi di valori differenti ed ogni volta trarne una media.
Nel caso degli articoli citati, la parzialità del Il Post mi è sembrata evidente facendo anche affidamento a varie strategie comunicative per influenzare il lettore. Ad esempio, la parola “alcuni gilet gialli” compare nel titolo, che una persona può leggere e basta senza approfondire il testo dell’articolo, in tal modo memorizza soltanto che in Francia è successo qualche disordine superficiale. Leggendo però il testo si scopre che quegli alcuni sono migliaia anche se il numero riportato pare molto sottostimato rispetto a quello riportato da qualsiasi altra testata.
Inoltre, per ribadire il concetto che la cosa non è importante, la notizia non compare in prima pagina cosicché, a meno che uno non la stia cercando apposta non la trova e se non la trova in evidenza è già portato a considerarla secondaria, ragion per cui, se mai ci si imbatterà in essa, difficilmente la si andrà ad approfondire, visto che poi è titolata come piccola protesta contenuta.
Credo, ma è un opinione personalissima, che se le proteste in Francia fossero state rivolte verso un governo opposto a quello attuale, come ideologia, Il Post ne avrebbe parlato con ben altri termini (e numeri) e inserito tutto in primissima pagina.

NON esiste una stramaledettissima verità assoluta, le notizie il lettore se le può comporre confrontandole con le altre riguardanti lo stesso argomento. Le conclusioni si traggono personalmente e ognuno si porta appresso la responsabilità del loro valore in base al valore delle fonti usate per comporle.
Essere un tifoso non implica un confronto costruttivo: la parte avversa deve perdere, stop. Usando modi leciti o con qualche inganno, l’importante è il risultato.
L’importante è persuadere, non fare informazione obbiettiva.
Questo è essere tifoso.
E lo si può essere sempre, quando la notizia la si scrive o quando una notizia la si legge.

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